Content statusVerificato sulle fontiWikimedia research dossier · Ultimo controllo: 2026-08-30 22:03:59

Amyzon era un’antica città situata in Caria, posizionata a 30 chilometri a sud della moderna Koçarlı nella provincia di Aydın in Turchia, specificamente situata nella località di Mazin tra i villaggi di Akmescit e Gaffarlar. Il sito è stato scavato con successo e portato alla luce dall’ellenista e storico francese Louis Robert.

Secondo le fonti storiche e il geografo Strabone, Amyzon si trovava a nord di Alabanda ed era stata inizialmente fondata per la difesa contro gli attacchi nemici. Mentre Strabone liquidava l’insediamento come un mero peripolion o borgata di Alabanda, altri autori antichi tra cui Plinio, Tolomeo e Ierocle menzionarono anch’essi la città. I registri storici indicano che Amyzon faceva parte dell’alleanza ateniese già nel 405 a.C.

Durante le guerre turbolente tra i successori di Alessandro Magno nel III secolo a.C., Amyzon mantenne una politica estera pragmatica alleandosi con qualsiasi potenza rappresentasse la minaccia immediata minore. La città si allineò prima con i Tolomei e successivamente coltivò stretti legami con l’Impero Seleucide. Entro il 203 a.C., Antioco III confermò vari privilegi e diritti per Amyzon. In quest’era, la città apparteneva alla Lega Crisaoria, una federazione informale di città-stato carie che operò almeno fino al 203 a.C., garantendo ai cittadini diritti reciproci tra le città membri. Amyzon concluse anche un’alleanza formale con Eraclea sotto il Latmos e inviò una volta una delegazione all’oracolo di Apollo a Claro. Le rare monete identificate della zecca di Amyzon risalgono ai periodi ellenistico e imperiale romano.

I resti materiali di Amyzon includono un tratto di mura cittadine alto sei metri, che in realtà funge da muro di terrazzamento per il santuario locale e mostra un’eccezionale muratura in pietra del III secolo a.C. All’interno di queste fortificazioni si trovano alcune strutture in rovina e non identificabili, insieme a una fila di una dozzina di grandi camere sotterranee voltate che apparentemente fungevano da magazzini. L’area dell’acropoli conserva anche i resti di un teatro, un’agorà e una fontana.

Fuori dalla città vera e propria, una serie di terrazze in rovina segna il sito di un tempio dorico dedicato ad Artemide, risalente all’epoca degli Ecatomnidi. Tra le rovine, i ricercatori hanno trovato un blocco di architrave recante un’iscrizione dedicatoria di Idrieo, accompagnata da numerose altre iscrizioni sparse in tutto il sito. Inoltre, diverse strutture bizantine sono state identificate all’interno dei confini dell’antico insediamento.

Nell’era post-classica, Amyzon acquisì importanza ecclesiastica ed è apparsa nelle liste episcopali bizantine come diocesi suffraganea di Stauropolis nella provincia di Caria, vicina alla diocesi di Alinda. I registri storici preservano il nome di un antico vescovo, Fileto, fiorito intorno al 451 d.C. Non più funzionante come diocesi residenziale oggi, Amyzon è mantenuta dalla Chiesa cattolica come sede titolare, avendo avuto una lunga fila di vescovi titolari romani dal XVIII al XX secolo.

La regione passò sotto il dominio ottomano nel XV secolo, momento in cui la tribù Koçarlı fu insediata nell’area circostante. Oggi le rovine di Amyzon rimengono un importante punto di riferimento archeologico per l’antica Caria, riflettendo secoli di mutevoli alleanze politiche, evoluzione architettonica e continuità storica.

TypeStoria
City areaKoçarlı
StatoVerificato sulle fonti